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Piazza Bologna

La piazza Bologna, dedicata al capoluogo emiliano, ha una forma circolare e ricopre una posizione centrale all’interno del quartiere Bologna-Nomentano; attorno ad essa, agli inizi del Novecento, si sviluppò un’area destinata alla borghesia medio-alta, caratterizzata da villini a quattro piani con pregevoli finiture architettoniche. L’avvento del fascismo da un lato consolidò l’impianto viario a stella (PRG del 1909), dall’altro mutò le caratteristiche architettoniche e la tipologia della popolazione insediata, con la creazione di edifici condominiali, aumentati con il notevole flusso migratorio in città nel secondo dopoguerra. A piazza Bologna si trovano l’ufficio postale realizzato nel 1935 da Mario Ridolfi e Mario Fagiolo, e la stazione Bologna della metropolitana di Roma (Linea B); da qui parte la diramazione B1 che conduce a piazzale Jonio. Piazza Bologna ha un importante ruolo nel romanzo Nucleo Zero di Luce D’Eramo.

Luce D’Eramo Nel suo percorso di scrittrice rimane fondamentale l’incontro nel 1966 con Ignazio Silone, al quale rimane legata per tutta la vita da un’amicizia umana e intellettuale, che la porta a pubblicare nel 1971 per la Arnoldo Mondadori Editore il suo saggio più impegnativo, un acuto studio critico-bibliografico su L’opera di Ignazio Silone, in cui esamina le resistenze della cultura italiana nei confronti di uno scrittore considerato in tutto il mondo come un grande del Novecento italiano. Negli anni della cosiddetta strategia della tensione, l’amicizia con Camilla Cederna la porta a interessarsi al caso Feltrinelli, sollevato dalla giornalista milanese riguardo alla versione ufficiale sulla morte dell’editore, saltato in aria – secondo la polizia – mentre minava un traliccio dell’alta tensione; in Cruciverba politico.Come funziona in Italia la strategia della diversione (1974), Luce d’Eramo consegna una tagliente analisi della stampa quotidiana sull’argomento.

Anche la sua vena narrativa tocca sempre argomenti scottanti e controversi, cercando percorsi di uscita dai mille condizionamenti materiali e mentali che imprigionano gli esseri umani, in direzione di una maggiore consapevolezza di sé e insieme di un’apertura allo sconosciuto e al diverso, per il superamento delle barriere che impediscono la partecipazione e la condivisione tra quanti vivono su questo pianeta sperduto nell’universo. Dopo il nazismo e la guerra nel già citato Deviazione e nei successivi Racconti quasi di guerra (1999), Luce d’Eramo racconta la lotta armata comunista degli anni di piombo nel romanzo Nucleo zero del 1981. Il suo libro più noto, il romanzo Deviazione, è diventato un best-seller, venduto in centinaia di migliaia di copie e tradotto in francese, in tedesco e in giapponese. Dal romanzo Nucleo zero, anch’esso tradotto in tedesco e spagnolo, il regista Carlo Lizzani nel 1984 ha tratto il film omonimo.